Correre per la ricerca

Eccomi qua, qualcuno ormai lo sa, qualcuno lo scoprirà nel modo meno “me” possibile.Sono Debora, 30 anni.Nella vita sviluppo software, e negli ultimi anni sono finalmente riuscita a farlo nella sanità, cercando di restituire almeno un po’ di quello che ho ricevuto.Ho avuto un linfoma di Hodgkin al quarto stadio nel 2012, che ha segnato la mia vita e quella di chi mi stava accanto in maniera indelebile.Poi ho scoperto di avere una mutazione genetica, BRCA1.Insieme alle radioterapie significava una probabilità altissima di un tumore al seno, che ho scelto di prevenire con un intervento importante.Non è stata una scelta facile, ma mi considero fortunata ad aver avuto la possibilità di decidere per tempo.Per questo credo così tanto nella prevenzione e nella ricerca: perché possano diventare una possibilità per tutte noi.Da due anni corro perché mi fa stare bene.Quest’anno voglio correre anche per qualcun altro oltre a me stessa, ed è per questo che mi sono candidata alle Pink Ambassadors.Voglio correre per chi, come me, ha vissuto la malattia.Per chi la sta vivendo adesso e per chi l’ha vissuta e non è più con noi.Per mia madre, che mi è stata accanto durante la malattia e poi ha dovuto affrontarne una sua.Per gli amici che mi hanno sostenuta quando tutto sembrava troppo grande.Per chi resta vicino a chi attraversa la malattia in prima persona.Per medici, infermieri e ricercatori che ogni giorno cercano una cura.Voglio dare il mio contributo alla ricerca ora che ne ho la possibilità, e se posso fare qualcosa, voglio farlo adesso.Correre è il mio modo per fare qualcosa di concreto, un passo alla volta.Se volete sostenermi, potete farlo con una donazione alla raccolta fondi per la ricerca sui tumori femminili o anche solo condividendo la mia storia.Grazie di cuore.

Correre per la ricerca

Raccolta fondi di Debora Del Vecchio
Regione LOMBARDIA

Eccomi qua, qualcuno ormai lo sa, qualcuno lo scoprirà nel modo meno “me” possibile.


Sono Debora, 30 anni.


Nella vita sviluppo software, e negli ultimi anni sono finalmente riuscita a farlo nella sanità, cercando di restituire almeno un po’ di quello che ho ricevuto.


Ho avuto un linfoma di Hodgkin al quarto stadio nel 2012, che ha segnato la mia vita e quella di chi mi stava accanto in maniera indelebile.


Poi ho scoperto di avere una mutazione genetica, BRCA1.


Insieme alle radioterapie significava una probabilità altissima di un tumore al seno, che ho scelto di prevenire con un intervento importante.


Non è stata una scelta facile, ma mi considero fortunata ad aver avuto la possibilità di decidere per tempo.


Per questo credo così tanto nella prevenzione e nella ricerca: perché possano diventare una possibilità per tutte noi.


Da due anni corro perché mi fa stare bene.


Quest’anno voglio correre anche per qualcun altro oltre a me stessa, ed è per questo che mi sono candidata alle Pink Ambassadors.


Voglio correre per chi, come me, ha vissuto la malattia.


Per chi la sta vivendo adesso e per chi l’ha vissuta e non è più con noi.


Per mia madre, che mi è stata accanto durante la malattia e poi ha dovuto affrontarne una sua.


Per gli amici che mi hanno sostenuta quando tutto sembrava troppo grande.


Per chi resta vicino a chi attraversa la malattia in prima persona.


Per medici, infermieri e ricercatori che ogni giorno cercano una cura.


Voglio dare il mio contributo alla ricerca ora che ne ho la possibilità, e se posso fare qualcosa, voglio farlo adesso.


Correre è il mio modo per fare qualcosa di concreto, un passo alla volta.


Se volete sostenermi, potete farlo con una donazione alla raccolta fondi per la ricerca sui tumori femminili o anche solo condividendo la mia storia.


Grazie di cuore.

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La campagna sostiene il progetto: Pink Ambassador 2026
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