Corro per dare un senso al dolore vissuto

Prima la morte di mio padre, quando avevo diciannove anni, poi la perdita del mio migliore amico a quattro zampe Jack e infine il tumore.Vite che si spezzano, la paura che anche io avrei potuto non farcela, leggere la preoccupazione negli occhi di mia madre, del mio compagno. Ho scoperto che non avevo paura di morire, ma ciò che mi dava dolore era sapere di lasciare i miei cari nella sofferenza, se non ce l’avessi fatta.Eventi che mi hanno fatto capire quanto sia un privilegio poter vivere. Da questa consapevolezza ho iniziato a sentire il dovere di prendermi cura di me: iniziare a mangiare sano, uscendo dalla dipendenza dal cibo e dall’obesità, fare prevenzione, non prendere sempre alla leggera alcuni sintomi. Voglio dare un senso al dolore che ho passato, così faccio ciò che il mio amico Jack mi ha trasmesso: correre.Corro per la ricerca, perché è grazie alla ricerca se il mio tumore è stato preso in tempo.
 Corro per la prevenzione, perché so quanto possa fare la differenza arrivare prima.
 Corro per chi non ce l’ha fatta e per chi sta ancora lottando, perché nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da sola. Corro per dare speranza, perché io per prima ho avuto una seconda possibilità.
 Corro per sostenere Fondazione Veronesi, che ogni giorno lavora per rendere possibili diagnosi precoci, cure sempre più efficaci e un futuro con meno paura.Corro affinché sempre più persone possano salvarsi, affinché la malattia faccia meno paura e affinché impariamo tutti quanto sia importante prenderci cura di noi stesse e amarci.

Corro per dare un senso al dolore vissuto

Raccolta fondi di Luana Gregucci

Prima la morte di mio padre, quando avevo diciannove anni, poi la perdita del mio migliore amico a quattro zampe Jack e infine il tumore.

Vite che si spezzano, la paura che anche io avrei potuto non farcela, leggere la preoccupazione negli occhi di mia madre, del mio compagno. Ho scoperto che non avevo paura di morire, ma ciò che mi dava dolore era sapere di lasciare i miei cari nella sofferenza, se non ce l’avessi fatta.

Eventi che mi hanno fatto capire quanto sia un privilegio poter vivere. Da questa consapevolezza ho iniziato a sentire il dovere di prendermi cura di me: iniziare a mangiare sano, uscendo dalla dipendenza dal cibo e dall’obesità, fare prevenzione, non prendere sempre alla leggera alcuni sintomi. 

Voglio dare un senso al dolore che ho passato, così faccio ciò che il mio amico Jack mi ha trasmesso: correre.


Corro per la ricerca, perché è grazie alla ricerca se il mio tumore è stato preso in tempo.
 Corro per la prevenzione, perché so quanto possa fare la differenza arrivare prima.
 Corro per chi non ce l’ha fatta e per chi sta ancora lottando, perché nessuno dovrebbe affrontare tutto questo da sola. Corro per dare speranza, perché io per prima ho avuto una seconda possibilità.
 Corro per sostenere Fondazione Veronesi, che ogni giorno lavora per rendere possibili diagnosi precoci, cure sempre più efficaci e un futuro con meno paura.

Corro affinché sempre più persone possano salvarsi, affinché la malattia faccia meno paura e affinché impariamo tutti quanto sia importante prenderci cura di noi stesse e amarci.

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