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🌸 La grinta che non sappiamo di avere

Nel 2023, mentre ero in maternità, un normale controllo di prevenzione ha rivelato un tumore all’utero. Uno shock totale: stavo bene, ero tornata a sciare, a camminare in montagna, a fare tutto ciò che amavo. E soprattutto ero felicissima della nostra bimba, arrivata dopo un altro percorso oncologico — quello di mio marito. Dopo l’intervento, la priorità è stata riprendere in mano la vita, un passo alla volta. La famiglia, gli amici hanno abbracciato da subito questo approccio positivo, magari nascondendo un po’ della loro preoccupazione. Anche il supporto di chi aveva già affrontato esperienze simili è stato fondamentale. Vedere persone che avevano superato momenti complessi e che vivevano una vita piena mi ha dato un riferimento concreto: si può davvero ripartire. Facevo sport anche prima, ma senza grandi ambizioni. Paradossalmente, è stato proprio questo periodo a darmi la spinta. Mio marito mi ha iscritta “a tradimento” a una 30 km (il perché resta un mistero), e quella follia è diventata la miccia: allenamenti con pioggia, freddo, buio, incastri improbabili tra famiglia e lavoro… e una determinazione nuova, fatta di amicizie e avventure speciali. Il mio motto? Non farcela… ma farcela lo stesso! Entrare nelle Pink Ambassador è la naturale evoluzione di tutto questo: un modo per condividere energia, leggerezza e voglia di mettersi in gioco insieme a donne con una grinta incredibile. Se la mia esperienza potrà strappare un sorriso, un’idea o un po’ di motivazione a qualcuno, ne sarò onorata: spero di restituire, almeno in piccola parte, tutto l’amore e il sostegno che ho ricevuto in questo percorso un po’ tortuoso. E se vorrai darmi una mano a raccogliere fondi per sostenere la ricerca sui tumori femminili.… te ne sarò grata.Perché ci siano sempre più storie di ripartenza.

🌸 La grinta che non sappiamo di avere

Raccolta fondi di Laura Sguotti

Nel 2023, mentre ero in maternità, un normale controllo di prevenzione ha rivelato un tumore all’utero. Uno shock totale: stavo bene, ero tornata a sciare, a camminare in montagna, a fare tutto ciò che amavo. E soprattutto ero felicissima della nostra bimba, arrivata dopo un altro percorso oncologico — quello di mio marito.


Dopo l’intervento, la priorità è stata riprendere in mano la vita, un passo alla volta. La famiglia, gli amici hanno abbracciato da subito questo approccio positivo, magari nascondendo un po’ della loro preoccupazione. Anche il supporto di chi aveva già affrontato esperienze simili è stato fondamentale. Vedere persone che avevano superato momenti complessi e che vivevano una vita piena mi ha dato un riferimento concreto: si può davvero ripartire.


Facevo sport anche prima, ma senza grandi ambizioni. Paradossalmente, è stato proprio questo periodo a darmi la spinta. Mio marito mi ha iscritta “a tradimento” a una 30 km (il perché resta un mistero), e quella follia è diventata la miccia: allenamenti con pioggia, freddo, buio, incastri improbabili tra famiglia e lavoro… e una determinazione nuova, fatta di amicizie e avventure speciali.


Il mio motto?

Non farcela… ma farcela lo stesso!


Entrare nelle Pink Ambassador è la naturale evoluzione di tutto questo: un modo per condividere energia, leggerezza e voglia di mettersi in gioco insieme a donne con una grinta incredibile.

Se la mia esperienza potrà strappare un sorriso, un’idea o un po’ di motivazione a qualcuno, ne sarò onorata: spero di restituire, almeno in piccola parte, tutto l’amore e il sostegno che ho ricevuto in questo percorso un po’ tortuoso.

E se vorrai darmi una mano a raccogliere fondi per sostenere la ricerca sui tumori femminili.… te ne sarò grata.

Perché ci siano sempre più storie di ripartenza.


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