Trasformare la malattia in forza e bellezza: il mio impegno per la ricerca

Mi chiamo Flavia e sono una Pink Ambassador della Fondazione Umberto Veronesi.A 32 anni ho scoperto di avere un tumore al seno triplo negativo. All’inizio ho dovuto combattere ancora più del dovuto: per i medici ero troppo giovane, non avevo familiarità… quindi non potevo essere malata. E invece lo ero.È iniziato così un percorso lungo e difficile: quasi un anno di chemioterapia e radioterapia, un intervento chirurgico… ma nonostante tutto, le cellule tumorali erano ancora presenti nel mio corpo.La svolta è arrivata grazie all’incontro con una nuova équipe medica, che mi ha portata da Torino, la mia città, a Genova. Lì, grazie a un programma di cure sperimentali, ho scoperto di avere una mutazione genetica di cui si parla ancora troppo poco: la PALB2.Ho affrontato una nuova chemioterapia, e questa volta mi ha ridato la vita.Oggi ho scelto di trasformare tutto questo in qualcosa di positivo: voglio sostenere la ricerca e dare forza, speranza e voce soprattutto alle ragazze giovani come me, che si trovano ad affrontare una diagnosi che sembra “impossibile”.Essere Pink Ambassador significa proprio questo: correre non solo per me, ma per tutte noi.La ricerca scientifica salva la vita. Io ne sono la prova.Aiutami a sostenerla: anche una piccola donazione può fare la differenza.Grazie di cuore

Trasformare la malattia in forza e bellezza: il mio impegno per la ricerca

Raccolta fondi di Flavia Rignanese
Regione PIEMONTE

Mi chiamo Flavia e sono una Pink Ambassador della Fondazione Umberto Veronesi.


A 32 anni ho scoperto di avere un tumore al seno triplo negativo. All’inizio ho dovuto combattere ancora più del dovuto: per i medici ero troppo giovane, non avevo familiarità… quindi non potevo essere malata. E invece lo ero.


È iniziato così un percorso lungo e difficile: quasi un anno di chemioterapia e radioterapia, un intervento chirurgico… ma nonostante tutto, le cellule tumorali erano ancora presenti nel mio corpo.


La svolta è arrivata grazie all’incontro con una nuova équipe medica, che mi ha portata da Torino, la mia città, a Genova. Lì, grazie a un programma di cure sperimentali, ho scoperto di avere una mutazione genetica di cui si parla ancora troppo poco: la PALB2.


Ho affrontato una nuova chemioterapia, e questa volta mi ha ridato la vita.


Oggi ho scelto di trasformare tutto questo in qualcosa di positivo: voglio sostenere la ricerca e dare forza, speranza e voce soprattutto alle ragazze giovani come me, che si trovano ad affrontare una diagnosi che sembra “impossibile”.


Essere Pink Ambassador significa proprio questo: correre non solo per me, ma per tutte noi.


La ricerca scientifica salva la vita. Io ne sono la prova.


Aiutami a sostenerla: anche una piccola donazione può fare la differenza.


Grazie di cuore

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