Veronica Mirto - Pink Ambassador

UNA SECONDA POSSIBILITA'...OCCHI FISSI AL TRAGUARDO!Ho pensato tante volte a cosa scrivere, a cosa raccontare di me! Dopo la diagnosi di tumore, ho avuto la grande possibilità di fare parte del gruppo delle Pink Ambassador 2020, non ero pronta, non lo ero né fisicamente né psicologicamente.. ma questa opportunità mi ha dato la possibilità di rimettermi in piedi, la possibilità di riprovare, di ritornare alla vita! Questa vita che per quanto dicano che sia bellissima a me appariva solo faticosa. Una diagnosi di tumore, una maternità negata, avanti e indietro dall’ospedale…era più facile restare a letto e non parlare con nessuno, volevo solo questo.. finché è arrivata la possibilità di diventare Pink Ambassador, fare qualcosa di buono di sensato non per me ma per altre donne; scoprirò presto che ho ricevuto più io, rispetto a quello che ho dato! Come si dice sempre se la mia storia potesse tornare utile a qualcuno, anche solo ad una persona allora la mia vita avrà avuto senso. Nel gruppo ho incontrato un coach che mi ha dato la spinta con il rispetto di cui avevo bisogno per credere in me, farmi spingere oltre ogni limite mentale e fisico. Necessita che io dica che la terapia ormonale a cui molte donne siamo sottoposte provoca tanti dolori costanti, dolori alle ossa, aumento di peso, ti ritrovi all’improvviso ad avere il fisico di un corpo stanco indipendentemente dall' età che hai... arrivi In pista, incroci sguardi di altre donne che hanno tante storie, tanti dolori diversi. Ma una cosa si ha la consapevolezza di avere in comune: se siamo li abbiamo avuto tutte la diagnosi di tumore. È il momento di mettere un passo dopo l’altro e camminare, tanto faticoso, correte sembra  IMPENSABILE! Il traguardo di 100 metri sembra lontanissimo, ma incredibile lo raggiungi, 400 m un giro di pista, il TRAGUARDO SEMPRE PIÙ LONTANO, ma sempre lì ad attenderti… La sensazione della corsa,  cosa che non avresti mai immaginato di fare, ma ci stai riuscendo.. quelle voci amiche che urlano il tuo nome, le vedi volare, tu che con i tuoi 90 kg ti muovi a fatica ma ti accorgi che stai correndo anche tu, che quel traguardo per te rappresenta la luce in fondo al pozzo in cui eri caduta, da cui non volevi uscire. Ecco cosa ha significato il percorso con le Pink. Trovare la forza di non mollare, di non dire addio alla vita, ma andarle in contro, anche se in quel momento è una meta faticosa e scomoda da raggiungere. Le terapie mi hanno buttata giù, la corsa è stata una scintilla di vitaLa corsa ha acceso la mia scintilla ormai spenta Correre mi ha ridato ME Quando corro, ci sono io, con il mio respiro con il mio cuore che batte, con la mia fatica con l’istinto di mollare ma con lo sguardo al traguardo che mi dice che ce la posso fare anche io. Ho corso 16 km ho impiegato tre ore, SONO ARRIVATA ULTIMA, ma sono arrivata a al traguardo. Da quel momento tutto é cambiato perché ho avuto la certezza che se volevo POTEVO. Da sola non ci sarei mai riuscita, ma il gruppo, il mio coach sono determinanti…chi con il suo sorriso, la sua forza di volontà mi ha spinta a non mollare, chi  con la sua tenacia, la sua precisione mi ha insegnato a fare un passo dietro l’altro con lo sguardo dritto alla meta. Fabio il mio coach che ha accettato una sfida enorme stimolandomi a non mollare e a crederci!

Veronica Mirto - Pink Ambassador

Raccolta fondi di VERONICA MIRTO
Regione LOMBARDIA

UNA SECONDA POSSIBILITA'...OCCHI FISSI AL TRAGUARDO!


Ho pensato tante volte a cosa scrivere, a cosa raccontare di me! Dopo la diagnosi di tumore, ho avuto la grande possibilità di fare parte del gruppo delle Pink Ambassador 2020, non ero pronta, non lo ero né fisicamente né psicologicamente.. ma questa opportunità mi ha dato la possibilità di rimettermi in piedi, la possibilità di riprovare, di ritornare alla vita! Questa vita che per quanto dicano che sia bellissima a me appariva solo faticosa. Una diagnosi di tumore, una maternità negata, avanti e indietro dall’ospedale…era più facile restare a letto e non parlare con nessuno, volevo solo questo.. finché è arrivata la possibilità di diventare Pink Ambassador, fare qualcosa di buono di sensato non per me ma per altre donne; scoprirò presto che ho ricevuto più io, rispetto a quello che ho dato! Come si dice sempre se la mia storia potesse tornare utile a qualcuno, anche solo ad una persona allora la mia vita avrà avuto senso. Nel gruppo ho incontrato un coach che mi ha dato la spinta con il rispetto di cui avevo bisogno per credere in me, farmi spingere oltre ogni limite mentale e fisico. Necessita che io dica che la terapia ormonale a cui molte donne siamo sottoposte provoca tanti dolori costanti, dolori alle ossa, aumento di peso, ti ritrovi all’improvviso ad avere il fisico di un corpo stanco indipendentemente dall' età che hai... arrivi In pista, incroci sguardi di altre donne che hanno tante storie, tanti dolori diversi. Ma una cosa si ha la consapevolezza di avere in comune: se siamo li abbiamo avuto tutte la diagnosi di tumore. È il momento di mettere un passo dopo l’altro e camminare, tanto faticoso, correte sembra  IMPENSABILE! Il traguardo di 100 metri sembra lontanissimo, ma incredibile lo raggiungi, 400 m un giro di pista, il TRAGUARDO SEMPRE PIÙ LONTANO, ma sempre lì ad attenderti…

La sensazione della corsa,  cosa che non avresti mai immaginato di fare, ma ci stai riuscendo.. quelle voci amiche che urlano il tuo nome, le vedi volare, tu che con i tuoi 90 kg ti muovi a fatica ma ti accorgi che stai correndo anche tu, che quel traguardo per te rappresenta la luce in fondo al pozzo in cui eri caduta, da cui non volevi uscire. Ecco cosa ha significato il percorso con le Pink. Trovare la forza di non mollare, di non dire addio alla vita, ma andarle in contro, anche se in quel momento è una meta faticosa e scomoda da raggiungere. 

Le terapie mi hanno buttata giù, la corsa è stata una scintilla di vita

La corsa ha acceso la mia scintilla ormai spenta

Correre mi ha ridato ME

Quando corro, ci sono io, con il mio respiro con il mio cuore che batte, con la mia fatica con l’istinto di mollare ma con lo sguardo al traguardo che mi dice che ce la posso fare anche io. 

Ho corso 16 km ho impiegato tre ore, SONO ARRIVATA ULTIMA, ma sono arrivata a al traguardo. Da quel momento tutto é cambiato perché ho avuto la certezza che se volevo POTEVO. Da sola non ci sarei mai riuscita, ma il gruppo, il mio coach sono determinanti…chi con il suo sorriso, la sua forza di volontà mi ha spinta a non mollare, chi  con la sua tenacia, la sua precisione mi ha insegnato a fare un passo dietro l’altro con lo sguardo dritto alla meta. Fabio il mio coach che ha accettato una sfida enorme stimolandomi a non mollare e a crederci!


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